Nell’Anno Santo aperto da poco, Papa Francesco ha incontrato gli insegnanti delle scuole cattoliche e si è rivolto a loro parlando della speranza; vale la pena in questa sede riportare alcune sue parole: “Il Giubileo ha molto da dire al mondo dell’educazione e della scuola. Infatti, “Pellegrini di speranza” (titolo del Giubileo) sono tutte le persone che cercano un senso per la propria vita e anche coloro che aiutano i più piccoli a camminare su questa strada. Un buon insegnante è un uomo o una donna di speranza, perché si dedica con fiducia e pazienza a un progetto di crescita umana. La sua speranza non è ingenua, è radicata nella realtà, sostenuta dalla convinzione che ogni sforzo educativo ha valore e che ogni persona ha una dignità e una vocazione che meritano di essere coltivati”.

Mi sono sentita interpellata come insegnante, come madre, come sposa… Il Papa continua: “La speranza valorizza l’essenziale. Essa è il motore che sostiene l’educatore nel suo impegno quotidiano, anche nelle difficoltà e negli insuccessi. Ma come fare per non perdere la speranza e per alimentarla ogni giorno? Tenere fisso lo sguardo su Gesù, maestro e compagno di strada: questo permette di essere davvero pellegrini di speranza… Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé. E la speranza non delude. L’ottimismo delude, ma la speranza non delude. Una speranza che supera ogni desiderio umano, perché apre le menti e i cuori sulla vita e sulla bellezza eterna. La scuola ha bisogno di questo! La speranza mai è ferma, la speranza è sempre in cammino e ci fa camminare. E allora andate avanti con fiducia! “

Scuola come luogo di speranza, c’è da riflettere, ci lavoreremo su, potrebbe essere il titolo per un nuovo open day…

Intanto invito tutti ad incontrarci a scuola sabato 25 gennaio al mattino. La scuola, durante l’open day è aperta per tutti: per chi cerca un luogo educativo per i propri figli, per chi vuole tastare un po’ il terreno, per chi passa ogni giorno davanti al cancello e non è mai entrato, per quanti hanno sentito parlare della scuola San Martino. Credo, come ho ripetuto tante volte, che non esista un’unica scuola ideale e perfetta, quella che ciascuno sogna. Esiste la scuola che può rispondere alle aspettative che una famiglia cerca, proponendosi come luogo educativo e offrendo ai bambini un’esperienza ricca di senso e che c’entri con la loro persona. L’offerta oggigiorno è molteplice e si differenzia notevolmente.

Quanto ho imparato girando per le diverse scuole alla ricerca di quelle che potessero andare bene per le mie figlie e per noi genitori, dall’infanzia alla scuola superiore e quanto si allarga la propria visione nel dialogo con gli insegnanti e i direttori.

Il lavoro da fare è sempre su di noi.

Buona ricerca, allora.

Vi aspetto, per verificare se siamo luogo di speranza.

Categorie: Riflessioni

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