A seguito della presentazione del libro: Il tempo del bosco, ultimo di Mario Calabresi, a cui ho potuto partecipare da remoto, sto riflettendo sul senso del tempo, quella straordinaria dimensione che abbiamo tra le mani e di cui, paradossalmente, ci lamentiamo di non averne mai abbastanza.

Lavoro nel segmento scolastico – la scuola dell’infanzia – che in assoluto gode di molto tempo, per varie ragioni: non ci sono programmi da terminare entro certe scadenze e a prescindere dai bambini, non è ancora scuola dell’obbligo e i contenuti di un’esperienza hanno bisogno di essere sedimentati a lungo dentro mente e cuore del bambino per diventare patrimonio personale.

Quando lavoriamo con i bambini di cinque anni accade spesso che di fronte a una pittura relativa a un’esperienza vissuta, si cominci a dipingere e poi, per diversi motivi, si interrompa il lavoro: per fare asciugare, perchè i bambini cominciano a dare segni di stanchezza, perché cala l’attenzione, perchè succede un imprevisto, perchè c’è bisogno di staccare.

Ciò che allora intercorre tra la prima stesura e la ripresa del lavoro diventa un tempo utilissimo: è il tempo dello sguardo, della riflessione, della pazienza, della contemplazione, categorie che occorre recuperare in un mondo che… corre!

I bambini, l’indomani, ritornano al lavoro con rinnovata energia e, se riescono, terminano, altrimenti avranno bisogno di ulteriore tempo… Alcuni capolavori richiedono giorni e giorni.

E’ un piccolo esempio per farvi capire come viviamo le giornate a scuola, cercando di favorire un bel clima, adeguato al bambino, ai suoi tempi e ai suoi spazi , allontanando l’ansia e la fretta, per come siamo capaci.

Come educatori facciamo dei tentativi, sbagliamo mille volte, ma sempre abbiamo la grazia di poter ricominciare.

Bimbo, colori

Sul tempo e il suo uso si potrebbe discorrere a lungo…troveremo il modo.

Categorie: Riflessioni

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