L’obiettivo dell’esperienza di Quaresima proposta ai bambini è stata la conoscenza di Gesù attraverso i fatti che Lui ha compiuto negli ultimi tre anni della Sua vita. Abbiamo scelto alcuni miracoli come la guarigione del cieco Bartimeo e del paralitico, la moltiplicazione dei pani e dei pesci e la parabola del figliol prodigo. Al termine donavamo loro un segno da portare a casa che li aiutasse a trattenere. I bambini dell’infanzia sono in un’età in cui ogni parola prende vita e le domande che emergono sono cariche di significato.
Resto sempre sbalordita quando ci guardano parlare, desiderosi di cogliere tutto, senza perdere nulla e provando a fare dei nessi con la loro vita. In questi ultimi giorni c’è stato un attimo in cui mi sono davvero commossa quando abbiamo raccontato dall’ultima cena alla Resurrezione: tutti, compresi i piccoli di due anni, erano tesi, presi e silenziosissimi di fronte a ciò che accadeva davanti a loro.
E la ragione può essere soltanto nel fatto che le parole che ascoltano sono cariche di verità. Occorre studiare di continuo, anche dopo tanti anni di insegnamento, per trovare la modalità giusta e sempre nuova che li colga lì dove sono.
L’annuncio di Pasqua, anche attraverso l’ascolto e il canto dell’Halleluja di Handel, è Gesù vivo, per sempre, una presenza reale, che tutti possono incontrare.
Il lavoro preparato dai bambini, a coronamento di tale percorso, è stato un mosaico ritraente il volto di Gesù.

Buona Santa Pasqua a tutti voi.